Il Metodo Classico piemontese ha ufficialmente aperto le porte del mercato americano. Lo scorso 10 marzo, il Consorzio Alta Langa ha celebrato il suo debutto assoluto negli Stati Uniti con un evento esclusivo a New York, ospitato nella prestigiosa cornice di Eataly Downtown. Un successo che segna una tappa storica per la denominazione, capace di catalizzare l’attenzione di oltre 200 professionisti del settore e rappresentanti dei media internazionali.
Un successo oltre le aspettative
L'evento ha visto la
partecipazione di 27 produttori che hanno presentato le loro cuvée a una
platea selezionata di sommelier, wine director, buyer e distributori. "Il
riscontro da parte del trade statunitense è stato estremamente positivo e
certamente oltre quelle che erano le aspettative", ha commentato con
soddisfazione Giovanni Minetti, presidente del Consorzio Alta Langa.
La scelta di New York non è stata
casuale: la Grande Mela è il simbolo di un mercato del vino vivace e influente,
il palcoscenico ideale per presentare l'identità e la qualità superiore delle
"alte bollicine piemontesi".
Formazione e posizionamento: perché l'Alta Langa piace al mercato USA
La giornata non è stata solo una
vetrina di degustazione, ma un vero momento di approfondimento strategico. Due
panel formativi dal titolo "Why Alta Langa DOCG Belongs on Your Wine
List: Education, Positioning, and Profitability" hanno guidato i
professionisti americani alla scoperta della denominazione.
Moderati dall'esperta di wine
marketing Juliana Colangelo, gli incontri hanno visto protagonisti Giovanna
Bagnasco e Paolo Rossino del Consorzio, che hanno illustrato i
pilastri che rendono l'Alta Langa DOCG un prodotto unico:
- Solo Millesimato: ogni bottiglia riporta
obbligatoriamente l'anno della vendemmia.
- Lunghi affinamenti: minimo 30 mesi sui
lieviti (che salgono a 60 per la Riserva).
- Vitigni d'eccellenza: prodotto
esclusivamente con uve Pinot Nero e Chardonnay (minimo 90%).
- Altitudine: vigneti situati tra le province
di Alessandria, Asti e Cuneo, a un'altezza media di 440 metri (fino a
oltre 900 m slm).
Identità territoriale e numeri in crescita
L’Alta Langa non è solo un vino,
ma il racconto di un territorio prezioso che abbraccia 149 comuni. Una
terra di "resistenza culturale" e grande biodiversità che oggi vanta
numeri solidi:
- 100 cantine associate al Consorzio.
- 500 ettari di vigneto.
- Una produzione potenziale di 3,5 milioni di
bottiglie con la vendemmia 2025.
- Un mercato che attualmente vede l’85% delle
vendite in Italia e il 15% destinato all’export, quota destinata a
crescere dopo il successo newyorkese.
Il prestigio della denominazione
è stato ulteriormente confermato dal riconoscimento di "Vino dell'Anno
Regione Piemonte" 2025, a testimonianza di un percorso qualitativo
senza sosta.
Le 27 cantine protagoniste a New York
All'evento hanno partecipato nomi
storici e realtà emergenti del panorama piemontese:
Agricola Brandini, Agricola TT,
Banfi, Bava, Bera, Borgo Maragliano, Casa E. di Mirafiore, Coppo, Cuvage,
Deltetto 1953, Enrico Serafino, Ettore Germano, Fontanafredda, Giuseppe
Contratto, La Fusina, Marcalberto, Marco Capra, Marziano Abbona, Mauro Sebaste,
Nada Giuseppe, Pecchenino, Tenuta Carretta, Tenuta Il Falchetto, Tenuta
Langasco, Tenuta Rocca, Terrabianca, Vite Colte.
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