Il successo di un'icona globale non si misura mai soltanto attraverso il prodotto finale, ma si rivela nell'intreccio invisibile di mani, intuizioni e tradizioni che ne custodiscono il segreto. Quando parliamo di Cohiba, il brand d'eccellenza di Habanos, S.A., non ci riferiamo semplicemente a un sigaro d'alto rango, bensì a una vera e propria espressione di discernimento culturale e lusso globale. Dietro ogni singola vitola si nasconde una maestria inimitabile: l'istinto ancestrale di chi tocca la foglia di tabacco, la pazienza metodica per raggiungere l'equilibrio perfetto e una devozione totale all'artigianalità.
Celia Sánchez e la nascita di un mito diplomatico
Le origini di Cohiba affondano le
radici negli anni '60, non in un contesto commerciale, ma all'interno della
storia culturale e delle più profonde tradizioni manifatturiere di Cuba. Nato
inizialmente come un raffinato strumento di alta diplomazia, discreto, raro e
riservato a cerchie ristrettissime, il brand è diventato rapidamente il simbolo
indiscusso del prestigio cubano nel mondo.
Al centro di questa genesi spicca la figura di Celia Sánchez. Fu lei a giocare un ruolo cruciale nella selezione di El Laguito, la splendida e sontuosa villa d'Avana che divenne la culla della produzione manifatturiera del marchio. All'interno di queste mura, la celebre Escuela de Torcedoras ha formato i migliori talenti del paese, capaci di confezionare Habanos interamente a mano destinati a capi di Stato e ospiti illustri. Sempre a Celia Sánchez si deve la scelta del nome "Cohiba", un termine evocativo legato a doppio filo all'eredità indigena dell'isola.
Eduardo Rivera e la disciplina del Cohiba Lanceros
Se Celia Sánchez ne ha plasmato
l'identità ideale, figure come Eduardo Rivera hanno tradotto quel sogno
in rigorosa pratica artigianale. Rivera rappresenta il ponte perfetto tra la
sapienza del banco di rollatura e la leadership aziendale. Iniziato il suo
percorso come torcedor nelle storiche manifatture cubane, lavorando al
fianco di maestri del calibro di Francisco "Chicho" Pérez alla
fabbrica Por Larrañaga, Rivera ha sviluppato una conoscenza intima della
foglia, della combustione e del tiraggio.
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| Eduardo Rivera e Nicola Di Nunzio |
Questo bagaglio tecnico lo ha condotto fino alla direzione di El Laguito, con il compito di preservare gli standard del brand nei decenni. L'espressione più pura di questa filosofia di precisione è racchiusa nel Cohiba Lanceros (noto come Laguito No.1). Con le sue proporzioni snelle e aristocratiche (cepo 38 x 192 mm di lunghezza), questa vitola esige una disciplina esecutiva assoluta da parte del torcedor, non concedendo alcun margine di errore. Il suo profilo aromatico complesso, celebrato dagli appassionati per le delicate note di miele, pepe nero e cedro, è custodito nei tradizionali box boîte nature da 25 Habanos.
Torcedores e Lectores: i rituali vivi di El Laguito
Entrare oggi a El Laguito significa immergersi in un'atmosfera sospesa nel tempo, dove il profumo del tabacco si sposa con una concentrazione quasi religiosa. Il processo di rollatura totalmente a mano è un esercizio tanto tecnico quanto artistico: ogni foglia deve essere piegata e posizionata per garantire una perfetta armonia tra tiraggio, combustione e palato.
Dal master blender al confezionatore, Cohiba si conferma un mito vivente perché profondamente umano nel suo nucleo. Una catena di saperi tramandati di generazione in generazione che proietta una grande eredità classica direttamente nel futuro del fumo lento.
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